COMO

Autore: Enzo Pifferi
Editore: Enzo Pifferi Editore
Formato: cm. 24 x 30 – Pagine 160 – Immagini 260 a colori – Testo di Venosto Lucati
Lingua: Italiano e Inglese


Percorso fotografico della città murata attraverso le vie, i palazzi, i caratteristici cortili, le ville rivierasche e le chiese. Arte e storia, cultura e lavoro che hanno reso superba ed elegante la città.

La fondazione di Novum Comum da parte di Giulio Cesare risale al 59 a. C., ma la zona circostante la città attuale era intensamente abitata fin dall’antichità. La posizione geografica privilegiata, con la facilità dei collegamenti sia verso il nord che verso il sud, fa della città un nodo di fondamentale rilevanza strategica, militare e commerciale, permettendole di diventare uno dei più importanti centri produttivi e mercantili dell’Alta Italia. Col declino dell’Impero romano, Como subisce le invasioni successive dei Goti, dei Longo- bardi e dei Franchi di Carlo Magno ( 774).

In età comunale, la prosperità della città lariana la contrappone a Milano in una guerra decennale (1117- 1127) conclusa con la sconfitta comasca e la distruzione della città da parte dei vincitori. L’alleanza con Federico Barbarossa, in lotta con i Comuni ribelli, permette a Como di risollevarsi, di avere ricostruite mura(con perimetro poco più ampio delle precedenti) e fortificazioni, e di partecipare alla distruzione di Milano nel 1162. Nel 1335 Como passa sotto la signoria milanese dei Visconti e, nel secolo successivo, degli Sforza.

Con Milano, Como sopporta dal XVI secolo la pesante dominazione spagnola, che, accompagnata da guerre, carestie e pestilenze, indebolisce la città, rendendone precarie le condizione economiche. Passata agli Austriaci nel 1714, Como vive la ripresa dell’attività mercantile e produttiva, soprattutto tessile. L’attività serica, che già dal Cinquecento aveva affiancato la produzione laniera, comincia a crescere in tutti i settori.

Dopo il periodo napoleonico, la Restaurazione del 1815 riporta Como sotto l’impero Austro-Ungarico, fino al 1859, quando Garibaldi, sconfitti gli Austriaci nella battaglia di San Fermo, è accolto vincitore nella città liberata. Como entra così a far parte dei domini di casa Savoia e quindi, nel 1861, del Regno d’Italia.

€ 47,00

Disponibile

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Editore: Enzo Pifferi Editore
Formato: cm. 24 x 30 – Pagine 160 – Immagini 260 a colori – Testo di Venosto Lucati
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Percorso fotografico della città murata attraverso le vie, i palazzi, i caratteristici cortili, le ville rivierasche e le chiese. Arte e storia, cultura e lavoro che hanno reso superba ed elegante la città.

La fondazione di Novum Comum da parte di Giulio Cesare risale al 59 a. C., ma la zona circostante la città attuale era intensamente abitata fin dall’antichità. La posizione geografica privilegiata, con la facilità dei collegamenti sia verso il nord che verso il sud, fa della città un nodo di fondamentale rilevanza strategica, militare e commerciale, permettendole di diventare uno dei più importanti centri produttivi e mercantili dell’Alta Italia. Col declino dell’Impero romano, Como subisce le invasioni successive dei Goti, dei Longo- bardi e dei Franchi di Carlo Magno ( 774).

In età comunale, la prosperità della città lariana la contrappone a Milano in una guerra decennale (1117- 1127) conclusa con la sconfitta comasca e la distruzione della città da parte dei vincitori. L’alleanza con Federico Barbarossa, in lotta con i Comuni ribelli, permette a Como di risollevarsi, di avere ricostruite mura(con perimetro poco più ampio delle precedenti) e fortificazioni, e di partecipare alla distruzione di Milano nel 1162. Nel 1335 Como passa sotto la signoria milanese dei Visconti e, nel secolo successivo, degli Sforza.

Con Milano, Como sopporta dal XVI secolo la pesante dominazione spagnola, che, accompagnata da guerre, carestie e pestilenze, indebolisce la città, rendendone precarie le condizione economiche. Passata agli Austriaci nel 1714, Como vive la ripresa dell’attività mercantile e produttiva, soprattutto tessile. L’attività serica, che già dal Cinquecento aveva affiancato la produzione laniera, comincia a crescere in tutti i settori.

Dopo il periodo napoleonico, la Restaurazione del 1815 riporta Como sotto l’impero Austro-Ungarico, fino al 1859, quando Garibaldi, sconfitti gli Austriaci nella battaglia di San Fermo, è accolto vincitore nella città liberata. Como entra così a far parte dei domini di casa Savoia e quindi, nel 1861, del Regno d’Italia.

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